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Nino Longobardi

NINO LONGOBARDI/APPARENZE a cura di Achille Bonito Oliva

NINO LONGOBARDI/APPARENZE a cura di Achille Bonito Oliva

Tra Castel del Monte (Andria/BAT) e Palazzo Senesi (Canosa/BAT) dal 26 aprile al 30 ottobre 2017.

Inaugura mercoledì 26 aprile ore 18.00 a Castel del Monte la mostra Apparenze di Nino Longobardi a cura di Achille Bonito Oliva.

<< Con le opere di Nino Longobardi esposte a Castel del Monte e a Palazzo Sinesi, la morte torna in vita attraverso una rappresentazione che sdrammatizza il referto definitivo della scomparsa e ipotizza invece un suo riscatto mediante la sorpresa d’innesti sorprendenti e carichi d’ironia>> Achille Bonito Oliva

La scultura di Nino Longobardi dialoga con i misteriosi spazi di Castel del Monte e si estende nel Museo Archeologico di Palazzo Sinesi a Canosa di Puglia nella mostra dal titolo “Apparenze”, curata da Achille Bonito Oliva e voluta dal Polo Museale della Puglia  in collaborazione con Nova Apulia.

La mostra di Longobardi, coordinata da Dafna Napoli, si sviluppa in percorso di oltre venti opere distribuite tra esterni ed interni nei due livelli del castello fatto erigere dall’imperatore Federico II di Svevia nel XIII secolo.

Temi come la metamorfosi e il superamento dei limiti spaziali caratterizzano tutta la ricerca di Nino Longobardi che, attraverso la scultura, riesce ad attivare ribaltamenti di senso della materia e delle convenzioni di pensiero.

Scheletri, ossa, arti sospesi, creano un cortocircuito nell’innesto di materiali diversi e inaspettati come bicchieri, imbuti, strumenti musicali. Sequenze di teschi formano un coro, una testa adagiata su un piano evoca un poeta, una grande scultura collocata all’aperto presenta un Cristo deposto dalla croce e adagiato sul pavimento, sotto il cielo ottagonale del castello.

Diversi i lavori site specific, come il calco di un corpo umano che rimanda al monaco pisano Fibonacci ed ai suoi studi sui numeri e le sequenze matematiche.

E’ un omaggio a Federico II l’opera “Gute Schlafen Federico”, dove idealmente l’imperatore riposa su un letto posato su stratificazioni di oggetti, proprio nel castello da lui più amato.

La mostra si estende a Palazzo Sinesi di Canosa di Puglia, dove Longobardi ancora una volta si confronta con la storia, presentando lavori pittorici inseriti nella preziosa collezione archeologica.

La mostra s’inserisce in un’articolata offerta culturale del Polo Museale della Puglia che prevede inediti abbinamenti tra arte contemporanea e musica. In programma a partire dal mese di aprile: al Castello Svevo di Bari una mostra omaggio al grande tenore Tito Schipa curata da Tito Schipa Jr e Gianni Carluccio e organizzata da Nova Apulia. Sempre al Castello Svevo di Bari saranno esposte le fotografie di Carlo Gavazzeni Ricordi.  Nel Castello Svevo di Trani l’esposizione di Brian Eno, curata da Valentina Bonomo. Nel Castello di Gioia del Colle le opere di Umberto Mastroianni e all’Acropoli del Parco Archeologico di Egnazia quelle di Gregorio Botta. Le esposizioni sono organizzate da Il Cigno GG Edizioni in collaborazione con Nova Apulia. 

INFORMAZIONI

Castel del Monte (Andria) e Palazzo Sinesi (Canosa di Puglia)

Per seguire l’evento su fb cliccare qui

Per informazioni su orari e prezzi

Tel.+39 3883036000

Mail: casteldelmonte@novaapulia.it

Web Site: www.novaapulia.it

 

La mostra di Edgardo Simone al Map di Brindisi

Edgardo Simone in mostra e Ri-Nascita di Giovanni Carpignano al Map Brindisi

Bronzetti, gessi, terrecotte e ceramiche, provenienti da collezioni italiane e americane dello scultore brindisino Edgardo Simone per la prima volta in mostra nella sua città natale.

Il 21 dicembre 2015 alle ore 18,00 sarà inaugurata al MAP Brindisi, la mostraEdgardo Simone. Piccola esposizione”.

La mostra, consentirà per tutto il periodo natalizio e sino al mese di febbraio di poter ammirare, per la prima volta nella sua città natale, le opere di piccolo formato dello scultore Edgardo Simone, nato a Brindisi nel 1890 e morto a Hollywood nel 1948.

Ventitré le opere di Ninì, come lo chiamavano i familiari, insieme a cataloghi e periodici d’epoca prestati dalla “Biblioteca De Leo” e privati cittadini e fotoriproduzione di documenti predisposti a cura dell’Archivio di Stato di Brindisi, che saranno ordinate nell’esposizione con lo scopo di far conoscere la produzione dello scultore brindisino, che dopo un ventennio di attività in Italia (Roma. Napoli, Verona, Ferrara) dal 1928 inseguì il sogno americano tra New York, Washington, Detroit, Chicago e Hollywood, dove lavorò per la Metro-Goldwyn-Mayer e alle scenografie del film “Song of Bernadette”.

Edgardo Simone

La mostra, esito di una decennale ricerca del Dipartimento di Beni Culturali, avviata a Lecce nell’ambito del progetto “Sull’arte contemporanea. Metodologia e ricerca nei luoghi dell’Università”, fa seguito alla mostra tenutasi al Musa di Lecce,  arricchendosi però di alcune importanti opere prestate dagli eredi dello scultore: il Ritratto di Salvatore Simone, padre dell’artista, che Ninì realizzò giovanissimo nel 1910, e un dipinto a olio, il Ritratto di Leda, la bellissima sorella che varie volte posò per lui. L’opera per la prima volta permette al pubblico di conoscere un aspetto ignorato dell’arte di Simone: la pittura.

Per l’inaugurazione sono previsti la performance dell’attore Simone Franco e un video documentario a cura della Confraternita dei Musici. Durante il periodo della mostra il liceo musicale “Durano” di Brindisi accosterà allo scultore la figura del violinista-compositore Ugo Giuseppe Gigante, musicista brindisino della prima metà del secolo scorso che emigrato a New York fu in contatto con il concittadino Edgardo Simone che gli fece un ritratto e a cui dedicò un interessante quanto commovente articolo sulla testata “Indipendente” nel 1928.

La mostra, i cui allestimenti sono stati possibili dalla partecipazione del club Unesco di Brindisi, resterà aperta sino al 27 febbraio 2016, per favorire la divulgazione alle scolaresche e a quanti vorranno prenotare l’interessante percorso di visita guidata, tra opere, documenti dell’artista brindisino e un documentario sulla sua vita.

Ri-nascita di Giovanni Carpignano al Map di Brindisi

Insieme alla mostra su Simone sarà inaugurata anche “Ri-Nascita” di Giovanni Carpignano, che anche quest’anno, in occasione del Santo Natale, rinnova l’ormai consueto appuntamento del MAP con i presepi, che dal 2011 vengono realizzati nei linguaggi e materiali dell’arte contemporanea nei suggestivi spazi della chiesa di San Michele delle Suole Pie. L’’iniziativa si pone il fine di consentire agli artisti di confrontarsi con il soggetto della Natività, ritornare all’arte sacra mediante gli stili, i mezzi espressivi, le forme della contemporaneità, e al tempo stesso accrescere e diffondere nel territorio le conoscenze e le frequentazioni con la creatività e l’estetica d’oggi.

MAP – Museo Mediterraneo dell’Arte Presente
Brindisi – già Chiesa di S. Michele Arcangelo delle Scuole Pie
Via Tarantini, 37 (Centro Storico nei pressi di piazza Duomo.) Brindisi
Orari: lunedì/sabato 18,00 -20,00 (ultimo ingresso 19,40), Esclusi i festivi.
Ingresso libero/donation

INFO: MAP 3382618983 oppure 3402767898/32704126913
Solo su richiesta al mattino o la domenica e festivi visite guidate per gruppi in orari da concordare telefonando 3382618983 (€ 4 adulti; € 2 under 21)

Ritrovamenti

RI TROVA MENTI mostra di arte contemporanea a Lecce

RI TROVA MENTI

Dal 18 al 24 ottobre, sarà possibile visitare, all’interno dell’ex chiesa di San Sebastiano a Lecce la mostra-installazione di Giovanni Carpignano scultore del ferro “Ri Trova Menti”.

Giovanni Carpignano scultore del ferro, originario di Palagianello (Taranto), attivo da oltre 35 anni sul territorio nazionale e internazionale, interpreta la scomposizione e la successiva selezione delle parti migliori di “objets trouvé” come scarti agricoli e industriali usurati, rinvenuti nel paesaggio campestre.

….[L’esperienza artistica di Carpignano, annota Chiara Romano, oscillando tra riuso concettuale e materiale, indaga il rapporto arcaico tra contesto naturale e il passaggio dell’uomo].

La mostra fa parte del progetto di Arte e Artigianato “Handmade | Artists in Action.02”, nato per favorire la contaminazione e interazione tra artisti e allo stesso tempo il coinvolgimento attivo del pubblico.

La novità rilevante della seconda edizione consiste nel fatto che le mostre dei singoli ospiteranno in alcuni casi “Incursioni Artistiche” della durata di un giorno (one day) con installazioni inedite tra interno ed esterno nel prestigioso spazio della Fondazione Palmieri in Vico dei Sotterranei n°21 a Lecce, che ospiterà l’intera rassegna dal 20 luglio al 31 dicembre 2015.

Il progetto è inserito nel calendario degli eventi di Lecce 2015 Capitale Italiana della Cultura, a cura di Fernando Perrone [LaboratorioTracceFactory]. Il filo conduttore è la lavorazione hand-made, fatta a mano, dei materiali peculiari del nostro territorio (Pietra, Carta, Ferro, Argilla).

La prima edizione si è tenuta a maggio 2014 per il mese dell’EUtopia a sostegno della candidatura di Lecce Capitale Europea della Cultura 2019, riscuotendo successo di critica e di pubblico, per questo l’esigenza di riproporlo e ampliarlo con un progetto più ambizioso e duraturo nel tempo con l’esplicita necessità di tutelare, promuovere e diffondere la Cultura Materiale e le Arti Applicate.

11°Giornata del contemporaneo- Alfredo Pirri

11° EDIZIONE DELLA GIORNATA DEL CONTEMPORANEO

11° EDIZIONE DELLA GIORNATA DEL CONTEMPORANEO

L’11° Giornata del Contemporaneo è il grande evento che dal 2005 AMACI (l’Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani) dedica all’arte contemporanea e al suo pubblico. Il 10 ottobre i musei associati e tutte le istituzioni del nostro Paese che liberamente decidono di aderire all’iniziativa, aprono gratuitamente le loro porte per un’iniziativa ricca di eventi, mostre, conferenze e laboratori. Un programma multiforme che regala l’imperdibile occasione di vivere da vicino la vivacità e la ricchezza dell’arte di oggi.

L’evento merita un’attenzione particolare per l’importante ruolo che negli anni ha dimostrato di svolgere per la promozione della cultura contemporanea e per questo si avvale del sostegno della Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte contemporanee del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

L’incremento in termini di partecipazione e di presenze della Giornata del Contemporaneo ha infatti evidenziato con chiarezza la sempre maggiore attenzione che il mondo dell’arte contemporanea presta ad AMACI e a un’iniziativa che si è ormai consolidata come un importante appuntamento annuale nel panorama italiano. In questi anni, l’evento ha permesso di disegnare una mappa dell’arte di oggi che ha coinvolto non soltanto le grandi città, ma anche i centri più piccoli, da sempre molto attivi. In questa mappa, i musei, poli culturali per definizione, hanno assunto il ruolo di veri e propri catalizzatori, con la capacità di presentare e valorizzare l’attività degli artisti contemporanei.

La sempre crescente partecipazione di istituzioni museali italiane impegnate nel campo dell’arte contemporanea dimostra, ancora una volta, il valore dell’evento quale grande occasione di scambio, vivace e dinamico, tra l’arte del nostro tempo e il suo pubblico, sempre più numeroso, diversificato e interessato.

A partire dalla seconda edizione della Giornata del Contemporaneo, AMACI ha voluto che fosse un artista italiano di fama internazionale a realizzare l’immagine guida dell’evento. Un’icona forte, singolare, eccentrica, irriverente, a volte dissacrante, ma sempre simbolo dell’arte del nostro tempo. Per l’11° edizione l’immagine guida della manifestazione è stata realizzata da ALFREDO PIRRI.

Tra i 26 musei d’arte contemporanea associati AMACI del nostro Paese nessuna realtà è presente sul territorio Pugliese ma numerose iniziative sono previste in musei, gallerie, fondazioni, associazioni, luoghi d’arte pubblici e privati, scuole, accademie, studi d’artista e ogni altra istituzione e realtà del territorio che operi nel settore dell’arte contemporanea.

Per conoscere tutte le iniziative previste in Puglia basta andare sul sito AMACI, scegliere Italia, la propria città e attendere il caricamento degli eventi: http://www.amaci.org/gdc/ricerca-eventi?id=10569

 

Pale d'altare di Giuseppe Ciracì

PALE D’ALTARE DI GIUSEPPE CIRACì al MAP di Brindisi

PALE D’ALTARE DI GIUSEPPE CIRACì

PALE D’ALTARE è un progetto site specific del Map – Museo Mediterraneo dell’Arte Presente che presenterà, sabato 10 ottobre 2015 alle ore 19, in concomitanza con l’Undicesima Giornata del Contemporaneo, tre pitture di Giuseppe Ciracì presso l’Auditorium – Chiesa S. Michele Arcangelo delle Scuole Pie di Brindisi.

L’evento fa parte della seconda edizione di “Sull’arte contemporanea: metodologia e ricerca nei luoghi dell’Università”, rassegna dedicata alle arti visive allestita nelle sedi dell’Università del Salento ideata e organizzata dalla delegata del Rettore alla Conoscenza, Ricerca e messa in valore dei Beni Culturali Letizia Gaeta con la cura scientifica di Massimo Guastella, docente di Storia dell’arte contemporanea.

L’iniziativa è promossa dal Dipartimento di Beni Culturali, dal Laboratorio TASC (Territorio, Arti Visive e Storia dell’Arte Contemporanea) e in collaborazione con lo spin-off Cracc – Conservazione e Ricerca Arti e Culture Contemporanee.

La mostra persegue le ragioni dell’iniziativa che dà continuità alla tradizione delle opere d’arte commissionate per gli altari delle antiche chiese, declinandola nell’accezione in uso nella produzione artistica contemporanea del site specific, destinata dunque alla sede che la ospita, con cui si relaziona e interagisce, consolidando la corrispondenza tra passato e presente, proponendo una dialogo tra due differenti modi culturali.

La contaminazione reciproca, che apporta conoscenza e messa in valore tanto dell’architettura chiesastica e dei suoi arredi sacri quanto della creatività e dell’estetica d’oggi, trova conferma nelle soluzioni proposte dall’artista pugliese che afferma : “ il mio progetto site specific, indaga soprattutto sulle antiche origini del luogo, in cui sono allestite le mie tre pale d’altare. La chiesa barocca nel centro storico di Brindisi e il complesso conventuale dei padri delle Scuole Pie mi hanno suggerito una narrazione figurativa dalle forti suggestioni storiche e storico-artistiche. La missione dei padri scolopi è stata sin dal 1664 quella di educare e alfabetizzare la popolazione avviando la formazione scolastica dei più piccini per poi, un decennio dopo, istituire l’Accademia degli Erranti. Dunque ho ideato tre grandi dipinti, sino a tre metri d’altezza, che parlano, raccontano, mettono in rapporto quella sede dell’istruzione e anche le sue sei e settecentesche pitture dal fondo pedagogico e l’attuale sistema scolastico nel quale opero quotidianamente”.

Seguendo le sue cifre stilistiche risolutamente figurative in una flessione concettuale, espresse con i mezzi prediletti, mélange di disegno e pittura e inserti cartacei, Ciracì fornisce elementi e segni collegati a momenti del mondo della scuola e lo fa senza sottintesi con le due pitture degli altari laterali “Ottantasei volte scuola”, su cui lascia le sue impronte digitali e ottantasei fogli disegnati dai suoi piccoli alunni, e “L’Assenza”, che ritrae un dettaglio della didattica musicale non senza riferimenti alle raffigurazioni da secoli collocate nelle cornici mistilinee della chiesa.

La pala centrale come nella ideazione progettuale di Massimo Guastella è un omaggio alla chiesa, alla sua storia cultuale e artistica e alla dedicazione dell’altare maggiore, per una più stretta connessione tra contemporaneo e storia dell’arte con “Un’idea per l’arcangelo Michele”.

L’inaugurazione delle tre pitture costituisce il terzo evento dopo la presentazone delle pale d’altare per il Map di Fulvio Tornese prima e Cosimo Epicoco dopo, collocate tra le cornici barocche della chiesa di San Michele Arcangelo delle Scuole Pie, ora sede espositiva per il contemporaneo, MAP – Museo Mediterraneo dell’Arte Presente.

Oltre al depliant che accompagna la mostra, per l’occasione sarà edito un catalogo con testi di Massimo Guastella, Letizia Gaeta, Lucio Galante, Martina Cavallarin, Luisa Gagliardi, Antonella Gallone, per la collana Percorsi d’Arte e Storia dell’Arte, di Locorotondo Editore.

La mostra rimarrà aperta dal lunedì al sabato dalle 18,00 alle 20,00 e solo su richiesta per appuntamento in orari da concordare fino 4 febbraio 2016.

Per info 3402767898 / 3382618983
Ingresso libero/donation

 

ABC del Contemporaneo-MACMaLab

MACMaLab “ABC DEL CONTEMPORANEO” al Museo di Arte contemporanea di Matino

MACMaLab “ABC DEL CONTEMPORANEO”

MACMaLab “ABC del Contemporaneo” è un laboratorio speciale per adulti in pensione, organizzato il 21-22-23-24 settembre al Museo di Arte contemporanea di Matino, concepito come momento di incontro e di creatività per realizzare opere uniche e creazioni sviluppando l’ARTETERAPIA.
L’atto dell’arteterapia non è un gesto puramente espressivo ma implica la messa in forma di un concetto, di un’idea che l’utente ha dentro di sé e che è il frutto di un ragionamento e dello sforzo fisico per realizzarlo attraverso l’uso di diversi materiali. Per un anziano essere in grado di realizzare un oggetto e fonte di grande soddisfazione personale, una grossa iniezione di autostima ma, soprattutto, rappresenta un modo tangibile di dimostrare di esserci e di avere ancora un ruolo, magari diverso da quello di un tempo però non di meno valore.
L’acquisizione di un ruolo e la sua interiorizzazione fa parte del processo di crescita e maturazione dell’individuo. I motivi per i quali l’anziano perde i ruoli acquisiti durante gli anni precedenti sono di ordine sociale (pensionamento), di ordine biologico (patologie), oppure possono dipendere da una combinazione di fattori che derivano sia dalle scelte degli anziani stessi sia dalle decisioni dei familiari o dalle istituzioni.
Perdere un ruolo significa anche dover reintegrare la propria identità e rivedere la propria collocazione sociale. Di conseguenza assumere un nuovo ruolo e renderlo visibile ai propri parenti è di fondamentale importanza per l’anziano. L’arteterapia permette di comunicare in maniera silenziosa, attraverso l’oggetto, consentendo a colui che comunica di esprimere il suo mondo interiore, disagi, desideri, ricordi, e a colui che ascolta di poter recepire e intervenire nel modo più adeguato.
Percorsi appositamente studiati previsti per guidare gli anziani alla scoperta di tecniche e tematiche dell’Arte contemporanea programmate in base alle esigenze e abilità particolari dei fruitori condividendo quella particolare risorsa che ogni artista amatoriale custodisce in se.
L’arteterapia in tal senso diventa lo strumento per migliorare la qualità della vita e per:
– raccontare e raccontarsi
– recuperare e rielaborare i vissuti, le esperienze, l’immaginario
– riappropriarsi del sé
– attivare la creatività
– prendere consapevolezza delle proprie capacità
– avere una possibilità di cambiamento, una trasformazione
– migliorare le relazioni

Il laboratorio fa parte dalla rassegna sostenuta dal Sac Salento di Mare e Pietre.

Per Info: 0836234502

Inaugurazione della Pinacoteca

Inaugurazione della Pinacoteca a Ruvo di Puglia

Inaugurazione della Pinacoteca comunale d’arte contemporanea a Ruvo di Puglia

L’inaugurazione della Pinacoteca comunale d’arte contemporanea a Ruvo di Puglia si terrà giorno 28 febbraio, alle ore 17:30, nel convento dei Domenicani, in via Madonna delle Grazie.

A 50 anni dalla donazione dell’olio su tela “Crocifisso”, da parte di Domenico Cantatore al comune di Ruvo, finalmente si realizza il sogno che l’autore stesso scrisse sul retro dell’opera: la costituzione di una pinacoteca comunale.

Il lavoro del comitato scientifico e delle istituzioni è durato circa due anni ed ha portato come risultato la nascita della pinacoteca, che è composta da 6 stanze, di cui una dedicata al pittore Michele Chieco, tre dedicate a Domenico Cantatore, una al Premio d’Arte “Città di Ruvo”, tenutosi dal 1956 al 1967, ed una dedicata a documentazione fotografica originale di Cantatore. La Pinacoteca è anche dotata di bookshop, sala conferenze ed un suggestivo atrio all’aperto, cornice ideale per eventi culturali. I visitatori della Pinacoteca potranno fruire anche della lettura di alcuni scritti di Cantatore, di documenti storici originali, di fotografie che li accompagneranno lungo i corridoi nel passaggio tra le varie stanze.

Durante l’inaugurazione della pinacoteca si potranno ammirare opere di Domenico Cantatore, Mauro Grumo, Michele Chieco, Luigi Guerricchio, Francesco Di Terlizzi, Silvana Brandonisio, Giuseppe e Raffaele van Westerhout, Silvio Dodaro, Cesare Marino, Michele Manzi, Giuseppe Ruscitti, Filippo Alto ed altri.

La struttura potrà ospitare mostre temporanee d’arte e fotografiche.

Ad aprire l’inaugurazione della pinacoteca, saranno il sindaco Vito Nicola Ottombrini, l’assessore alle politiche culturali Pasquale De Palo, il presidente della Pro Loco Rocco Lauciello e l’assessore regionale alla Cultura e Mediterraneo Silvia Godelli. Seguiranno gli interventi del prof. Carmelo Cipriani, storico e critico d’arte, dell’arch. Mario Di Puppo, responsabile dell’allestimento museologico e storico locale, del prof. Cleto Bucci, storico locale e responsabile ricerche archivistiche per la pinacoteca e del dott. Orazio Lovino, dottore in Storia e tutela dei Beni Artistici e studioso di M° Cantatore. A concludere la serata una performance di danza contemporanea ispirata alla poetica del M° Domenico Cantatore dal titolo “Gesto Sospeso”, a cura del Coreografo Giulio De Leo.

Per maggiori informazioni cliccare qui.

Carnevale al Must

Carnevale al MUST

Carnevale al MUST – Mattine tra giochi e arte

Carnevale al MUST è un laboratorio organizzato da LedA per la festa più divertente dell’anno. Una cesta piena di abiti, accessori dove i  bambini ispirandosi dall’arte contemporanea creeranno i loro travestimenti giocando con l’arte. E poi, ancora, con tessuti, carte e stoffe si divertono ad inventare nuovi abiti, come veri e propri stilisti sino ad organizzare una sfilata fatta ad arte. Non mancheranno, infine, carta e colori ed ogni altro insolito materiale per realizzare delle maschere ispirate ai personaggi delle piu’ belle storie per bambini.

Per maggiori informazioni cliccare qui

Dalle 8:30 alle 13:30
per bambini dai 4 ai 10 anni
Iscrizione 12 euro
info@ledalaboratori.it
393.8438170

 

Mostra Ezechiele Leandro

“Ezechiele Leandro. I denti del leone” al MUST di Lecce fino al 22 febbraio

“Ezechiele Leandro. I denti del leone”

Visitabile fino al 22 Febbraio 2015 presso il MUST la mostra Ezechiele Leandro. I denti del leone curata da Toti Carpentieri con il sostegno del Comune di Lecce e il Comune di San Cesario. La mostra è organizzata nell’ambito di MUSTINART – Generazioni a confronto il format arrivato alla sua terza edizione che intende valorizzare l’identità culturale del Salento e attraverso un’attenzione all’arte contemporanea, conferire riconoscimento alle ‘eccellenze’ indigene e stimolare il sorgere di nuovi talenti tra i giovani.

A quasi centodieci anni dalla nascita dell’artista salentino, si vuole confermare il suo status di artista totale, con quel suo muoversi dalla ricca e particolare produzione pittorica alla scultura anche ambientale (l’assoluta unicità del “Santuario della Pazienza”, finalmente vincolato dal Ministero dei Beni Culturali”) alla letterarietà dei tanti suoi scritti (i denti del titolo della mostra sono, appunto, questi tre aspetti espressivi), tra significati pedagogici, etici e simbolici, oltre estetici.

 

Luogo: Museo storico della città – MUST, via degli Ammirati, 73100 Lecce

Info: +39. 0832.24.10.67

Tutti i giorni (lunedì escluso) mattina: 10,00 – 13.00; pomeriggio: 15.00-19.00

museo Castromediano lecce puglia musei

4 buoni motivi per visitare il Museo Provinciale S. Castromediano di Lecce secondo Elena

1. Il più antico museo di Puglia

Il Museo Provinciale Sigismondo Castromediano di Lecce oltre ad essere il più antico di Puglia, è potenzialmente una delle strutture museali più significative dell’Italia meridionale per la sua storia, per le dimensioni e per la ricchezza e varietà delle collezioni. Fu istituito nel 1868 su impulso della Commissione Provinciale di Terra d’Otranto presieduta da Sigismondo Castromediano, duca di Cavallino. Castromediano fu di ideali liberali, antiborbonici e mazziniani, per questo conobbe le carceri e fu costretto all’esilio. Tornato in patria, fu eletto Deputato del primo Parlamento dell’Italia unita, mentre negli ultimi anni abbandonò l’attività politica interessandosi interamente agli studi di storia e archeologia. Il Direttore Castromediano, infatti, svolse una lungimirante azione di recupero dei materiali provenienti da scavi fortuiti nel territorio salentino e pugliese in generale, impedendone la dispersione o l’alienazione, compilando l’inventario generale di tutti i reperti con accurate descrizioni, dividendoli ed esponendoli per classi di appartenenza secondo i principi del collezionismo ottocentesco.

2. Un pò di Guggenheim

Il Museo, propone un allestimento espositivo che richiama gli interni del Guggenheim di New York e dal 2011 è stato diviso in cinque sezioni, ognuna contraddistinta da un colore e da un simbolo diverso che facilitano il visitatore nell’orientarsi.

3. Cinque percorsi da non perdere

Nella sezione Preistoria nel Salento, che inizia 80.000 anni fa quando l’uomo del Paleolitico cominciò ad abitare le grotte sparse tra le scogliere, è ricostruita virtualmente la Grotta dei Cervi di Porto Badisco con le sue straordinarie pitture rupestri. Un’occasione imperdibile per mirare uno dei pezzi più importanti della storia Salentina, purtroppo non visitabile dal vivo!

Da segnalare per importanza al primo piano, il Cratere a colonnette del pittore di Leningrado con tre sileni intenti a pigiare l’uva e il Cratere con Menade danzante di estrema eleganza proveniente da Egnazia. Nella sezione del Museo Topografico, poi il materiale è disposto secondo il luogo di provenienza degli scavi (Lecce, Rudiae, Cavallino, Roca, Poggiardo, ecc.), in un’ideale passeggiata archeologica nel Salento da nord a sud e dalla costa orientale a quella occidentale, dai Micenei, ai Romani, passando per i Messapi. Si passa, quindi, nella sezione del Medioevo dove si fronteggiano il Polittico della bottega di Lorenzo Veneziano e quello attribuibile ad Alvise Vivarini, che testimoniano la committenza pugliese ad artisti veneti tra Trecento e Quattrocento e gli assidui scambi tra la nostra terra e la laguna veneta. Il percorso continua al terzo piano, nella Pinacoteca, dove nella sezione dedicata al Barocco ci imbattiamo subito in alcune opere di matrice post-caravaggesca. Al terzo piano, troviamo infine la sezione Ottocento e Novecento con opere di artisti salentini contemporanei, all’epoca incoraggiati all’arte dal Consiglio Provinciale di Terra d’Otranto attraverso borse di studio che permisero l’aggiornamento fuori dalla nostra terra e anche all’estero.

4. L’altra faccia del museo

Pochi, inoltre, sono a conoscenza del fatto che il Museo dispone di una vasta Biblioteca e dei Laboratori di Restauro all’avanguardia, dove si utilizzano le ultime tecnologie tra cui la pulitura delle superfici con il laser e la camera anossica per la disinfestazione di insetti xilofagi. Ho avuto il piacere di collaborare, in un tirocinio di due mesi, con l’equipe di restauratori capeggiata dal professore Nicola Ancona.


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Elena Carluccio nasce a Bari nel 1988. Dopo aver compiuto gli studi classici, si laurea nella Specialistica di Storia dell’Arte dell’Università del Salento. Frequenta da due anni l’umidità della laguna veneta per studiare Restauro di opere d’arte (tele, tavole, scultura lignea e dipinti murali) presso l’Istituto Veneto per i Beni Culturali di Venezia. Si interessa di arte, restauro, fotografia e cultura visiva, ma voleva fare la ballerina, l’esploratrice o il medico legale.


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museo Quoquo Puglia Musei

8 buoni motivi per visitare il Quoquo Museo del Gusto secondo Chiara

1. Un folletto variopinto

Quoquo è un variopinto folletto, padrone di casa al Museo del Gusto di San Cesario di Lecce. Varcata la soglia della sua storica dimora, vi consiglio di seguire il suo volo, vi costringerà, come prima cosa, a alzare lo sguardo e ammirare in un colpo d’occhio le volte a stella arricchite da insoliti e originali lampadari.

2. Opere d’arte da assaporare

Capirete che in questo museo non ci sono teche su cui poggiare la fronte e la punta del naso, le opere d’arte sono tutte a portata di mano, pronte per essere assaporate e gustate. Con lentezza.
Quoquo custodisce infatti beni culturali enogastronomici. Prodotti, che al pari di opere d’arte, esprimono l’identità, la memoria, la ricchezza di un luogo, nel nostro caso il Salento, che ha nella Terra la sua più grande bellezza.
Capita dunque, in questo Museo sui generis, che possiate gustare un eccellente Negroamaro inseguendo Quoquo, il folletto, che si aggira tra le opere dell’artista Giancarlo Moscara.

3. L’archeologia dei sapori

Ci sono tavoli e sedie per accomodarsi e godere di un altro meraviglioso incanto, il tempo. In un silenzio quasi irreale, dovuto agli spessi muri in pietra leccese, il Museo del Gusto è tutto da scoprire. Potrete consultare i preziosi documenti conservati nelle mnemoteche, quaderni di ricette recuperati da vecchie credenze o da antichi monasteri. Scandagliare, pagina dopo pagina, la profondità della tradizione e andare alla ricerca di sapori perduti, dimenticati. Dai racconti di Titti Pece, curatrice del Museo, avvicinarsi all’affascinante concetto di archeologia dei sapori e restauro dei beni culturali enogastronomici, allora Quoquo ci ricorda che quello non è più un luogo fisico definito, ma è uno spazio più ampio, in cui passato e futuro si annodano, la tappa di un viaggio che ci porta a scoprire un territorio ricco di cultura.

4. La condivisione di emozioni

Al Museo del Gusto c’è sempre tempo per filosofeggiare, parlare, raccontare e raccontarsi. Il gusto evoca ricordi, sensazioni, emozioni e sarà naturale volerle condividere.

5. Convivialità di qualità

La convivialità, un altro elemento che contraddistingue l’atmosfera che si respira nell’edificio di Via Sant’Elia. Nelle serate in cui i fornelli della cucina al centro della sala sono accesi, Chef d’eccellenza mettono all’opera il loro estro per garantire ai commensali un’esperienza di gusto che diventa narrazione.

6. Tante connessioni possibili

Il cibo non è mai fine a se stesso, al Museo del Gusto il cibo è musica, cinema, letteratura.
Sarà divertente scoprire le possibili connessioni tra il sapore e la scena di un film o il testo di una poesia.

 7. La Galleria d’arte

Dimenticavo. Ci sono anche delle scale, chiedete a Quoquo, vi guiderà lui. Le scale portano alla Torre di Locargian. Prendete bene le misure del vostro piede sugli scalini perché poi d’istinto vi verrà di salire guardando in alto e ignorando i vostri passi. A colpire il vostro sguardo le bellissime foto di Marcello Moscara, fotografie che hanno tutte radici in Salento e raccontano, fotogramma dopo fotogramma, la bellezza della nostra Terra, quella nascosta o quella troppo esposta a cui ormai non facciamo più caso.

8. Un viaggio alla scoperta del territorio

Dal primo passo fuori dal portone del Museo del Gusto, dopo aver assaporato con lentezza tutte le opere in esso custodite, il Salento non vi sembrerà più lo stesso. Da lì inizierà il vostro viaggio alla scoperta di un territorio che forse pensavate di conoscere e di cui ora, Quoquo, folletto del Gusto, vi ha regalato nuovi e allettanti itinerari.


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Chiara Pascali, Digital Strategist. Blogger, esperta di comunicazione online e web marketing. Laureata in Scienze della Comunicazione presso La Sapienza Università di Roma, iscritta all’Ordine dei Giornalisti Pubblicisti da Gennaio 2011. Particolare inclinazione verso la continua ricerca del nuovo e del bello. Cinema, letteratura e musica i linguaggi che preferisco per sondare la realtà che mi circonda.


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museo storico di Lecce puglia musei

5 buoni motivi per visitare il Museo Storico di Lecce secondo Giuseppe

All’ombra del campanile di Zimbalo, tra eleganti palazzi signorili, balconi bizzarri e chiese silenti, risiede su via degli Ammirati Il Must – Museo Storico di Lecce. Il museo, che un tempo ospitava l’antico monastero di S. Chiara, è un luogo carico di rinnovate confluenze e relazioni socio-glocali.

Visitare il Must non vuol dire soltanto andare al museo per le collezioni dedicate all’arte contemporanea, ma interagire con questa struttura museale significa:

1.

avere un punto di ritrovo per famiglie dove la creatività dei più piccoli è incoraggiata tramite le arti narrative;

2.

percepire le bellezze storico artistiche di Lecce con il servizio di prenotazione guide turistiche e di noleggio bici;

3.

assistere e partecipare come cittadinanza attiva alle iniziative culturali;

4.

 degustare un buon caffè ed altre specialità gastronomiche grazie alla Caffetteria del museo,

5.

 e soprattutto essere in dialogo con l’arte e la memoria storica del territorio attraverso le suggestioni culturali del presente.

 

 


 

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Giuseppe Arnesano, storico dell’arte e giornalista-pubblicista, è laureato in Conservazione dei Beni Culturali all’Università del Salento e in Storia dell’Arte Moderna presso l’Università La Sapienza di Roma; attualmente è impegnato in un Master di alta formazione post laurea organizzato dal LUISS Creative Business Center. Ha collaborato con la Soprintendenza Speciale del Polo Museale Romano durante la mostra su Antoniazzo Romano a Palazzo Barberini. Curatore indipendente,  dal 2008 scrive su varie riviste nazionali d’arte e cultura quali Artribune e Il Bollettino telematico dell’Arte. Blogger con L’arte tra le righe e con CoolClub.it, nel 2011 fonda l’associazione culturale Fermenti Intraprendenti. Vive e lavora tra Roma e Lecce. (Ph. Chiara Vignudelli)


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