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Appuntamenti al Museo Arte Contemporanea - MACMa

Appuntamenti al Museo Arte Contemporanea – MACMa

Giovedì 30 giugno presso il Museo Arte Contemporanea Matino – MACMa, una serie di appuntamenti:

  • alle ore 11:00 “Diario Corale di Lamberto Pignotti 1962 – 2015”: testimonianze estrapolate dall’autore dai quotidiani dal 1962 al 2015 con 54 immagini datate e firmate che coinvolgeranno talmente tanto il lettore da farlo immedesimare. Lamberto Pignotti, poeta, scrittore e saggista, fondò a Firenze con altri artisti il Gruppo 70, partecipando in contemporanea al Gruppo 63. La maggior parte dei suoi libri sono una critica dissacrante ai codici iconografici dei media, attraverso un tipo di scrittura verbo visiva. Nel 2012 vinse il Premio Bodini per la poesia e l’anno scorso il Premio Capalbio.
  • Alle ore 17:30 il Palazzo Marchesale dei “Del Tufo”, a Matino, inaugura la stagione estiva di quest’anno con una serie di mostre, rassegne, workshop e laboratori. Il Museo Arte Contemporanea Matino – MACMa, incantato panorama salentino e centro di architettura storica e culturale, fornirà gli strumenti per una lettura attiva e partecipata dei temi della tradizione e della contemporaneità che rendono il Palazzo uno spazio dinamico, di condivisione e incontro. Le attività avranno come obiettivo la conoscenza, la fruizione e la divulgazione dell’arte, della cultura dei luoghi attraverso la messa in rete e la valorizzazione dei Beni culturali.

Ugo La Pietra "ABITARE CON ARTE – Ricerche e opere nelle arti applicate e nel design".

Ugo La Pietra “ABITARE CON ARTE – Ricerche e opere nelle arti applicate e nel design”

Oggi alle ore 18.00 il MUST – Museo Storico della Città di Lecce ospiterà la lecture di Ugo La Pietra “ABITARE CON ARTE – Ricerche e opere nelle arti applicate e nel design”.

Ugo La Pietra ha contribuito all’evoluzione del design attraverso progetti, opere e pubblicazioni di saggi; verrà ripercorsa la sua ricerca dagli anni Sessanta a oggi, l’importanza della cultura del fare e dell’artigianato, la necessità di una continuità tra tradizione e innovazione, l’attenzione al design territoriale e il merchandising museale.

Parteciperanno:
Ninì Elia – Direttore MUST
Toti Carpentieri – Art Director MUST
Rocco De Matteis – Presidente Ordine Architetti Lecce
Cintya Concari – Organizzazione & Coordinamento
Roberto Marcatti – Presidente ADI Delegazione Puglia e Basilicata
Ugo La Pietra – Architetto, Designer, Ricercatore

Infine, alle ore 20:00 sarà inaugurata la mostra “ODORI E SAPORI” di La Pietra.

"Idee in Volo" di Riccardo Dalisi al Must

“Idee in volo” di Riccardo Dalisi al Must

Giovedì 16 giugno dalle ore 19:00 alle ore 23:00 il MUST – Museo Storico Città di Lecce in collaborazione con l’Associazione per il Disegno Industriale – ADI organizzano la mostra “Idee in volo” di Riccardo Dalisi a cura di Cintya Concari e Roberto Marcatti.

Il Museo ospiterà progetti e creazioni artistiche sull’uomo, la cultura e la realtà attraverso la ricerca, la manualità artigianale e l’utilizzo dei materiali poveri. I temi: architettura, scultura, pittura, design, materiali e altri di primaria attualità come il riciclo, la decrescita e l’eco-compatibilità.

Riccardo Dalisi è stato uno dei primi artisti italiani ad applicare il concetto di sostenibilità al “design povero” con la lavorazione di materiali comuni. Dalisi ha valorizzato socialmente la sua ricerca rendendo partecipi bambini e anziani dei quartieri poveri di Napoli.

Inoltre, in occasione della mostra “Un art pauvre” che si svolgerà dall’8 giugno al 29 agosto, presso il Centre Pompidou di Parigi, le opere di Dalisi, da poco acquisite dal Museo, saranno esposte assieme alla documentazione del suo lavoro.

Info:

la mostra rimarrà aperta al pubblico fino a dicembre 2016.

Orari di apertura: www.mustlecce.it

Segui l’evento su fb

2 giugno in Puglia

2 giugno in Puglia

Giovedì 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, anche in Puglia i luoghi della cultura resteranno aperti:

  • Al Castello Svevo di Bari dalle ore 11:30 alle ore 16:30 sono previste delle visite guidate al costo di 2,50 euro, escluso il biglietto d’ingresso. Per info e prenotazioni: 080 5213704 – bari@novaapulia.it.
  • Presso il Museo Nazionale Archeologico di Egnazia, dalle ore 11:30 alle ore 16:30 ci saranno delle visite guidate con tariffa agevolata (2,50 euro). Info e prenotazione: 080/4829742 – egnazia@novaapulia.it. Il costo del biglietto d’ingresso è di 3 euro.
  • Dalle ore 10:00 alle ore 20:00 al Museo di Storia Naturale del Salento a Calimera ci sarà l’evento “Scampagnata al Museo”: qui il programma.
  • Al Sistema Museale di Ugento, dalle ore 8:00 alle ore 20:00 sarà possibile visitare gratuitamente i Beni ed è prevista l’apertura del primo piano del Castello, recentemente restaurato. Ecco il programma.
  • Alle ore 18.30 verrà inaugurata la XXIII Mostra presso il Museo della Ceramica di Grottaglie: per info, contattare lo 099 562 0222.
Arte, cultura e apprendimento al Museo Pascali

Un weekend all’insegna della didattica al Museo Pascali

La Fondazione Pino Pascali nel weekend dal 12 al 14 maggio realizza una serie di iniziative gratuite dedicate al rapporto tra arte, cultura e apprendimento.

Si parte il 12 maggio alle ore 19 con la presentazione del libro ‘Forme di Suoni’ edito da Prospettiva editrice, 2015 di Lucia Diomede, vincitrice del premio BrainGNU 2013.

Dal 13 al 29 maggio invece, gli Informatici senza frontiere onlus promuovono una mostra itinerante sensoriale, Sensoltre: un percorso tattile al buio, giunto alla nona edizione e che torna in Puglia, per la prima volta in un Museo di arte contemporanea. I visitatori vedenti e non vedenti ricevono all’inizio del percorso uno smartphone con tecnologia NFC (near field communication) e una cuffia per seguire il percorso tattile/audio contenente una voce guida con istruzioni tattili e musica per esplorare ciascun quadro.

Infine, il 14 maggio (fino al 18 maggio) alle ore 19 apre al pubblico la mostra che presenta i risultati del Corso di Aggiornamento Granteatrino Casa di Pulcinella tenuto dal regista, burattinaio e scrittore Paolo Comentale.

Il corso ha analizzato i vari linguaggi che concorrono a costruire uno spettacolo dei burattini mettendone a fuoco la valenza didattica. Molti linguaggi infatti si incrociano, dalla scrittura creativa alla sceneggiatura, dalla musica all’espressione grafico-pittorica: un percorso formativo ed educativo che porta  gli alunni  a liberarsi di alcuni blocchi comunicativi, favorendo l’integrazione all’interno del gruppo-classe spesso eterogeneo e multiculturale.

Info:

Durante questi eventi la biglietteria chiuderà mezz’ora prima.

Orario settimanale: dal martedì alla domenica ore 11-13 / 17-21. Lunedì chiuso.

Ingresso al museo: 2 euro più eventuali riduzioni a chi ne ha diritto.

Visite su appuntamento, tel. 080.424.9534 -333.2091920.

Segui la Fondazione Pino Pascali su fb.

FONDAZIONE MUSEO PINO PASCALI

VIA PARCO DEL LAURO 119 – 70044 POLIGNANO A MARE (BA) – PH/fax: +39 080 4249534.

A suon Di Vino

A SuonDiVino: replica straordinaria

Dopo il successo del primo spettacolo andato in scena lo scorso 24 ottobre 2015 e che ha visto una grandissima partecipazione di pubblico, mercoledì 6 gennaio 2016, alle ore 19.00, presso il MAT Museo dell’Alto Tavoliere di San Severo si svolgerà la replica dello spettacolo musicale ‘A SUONDiVINO’.

Attraverso uno straordinario viaggio musicale narrato verranno evidenziate le molte affinità tra vino e musica, le loro capacità di consolare, unire, donare gioia, inebriare gli animi e condurci in un mondo fantastico e onirico.

spettacolo musicale-replica

spettacolo musicale-replica straordinaria

Il binomio tra vino e cultura si è materializzato durante la storia della musica. Musicisti immortali, da Verdi a Mozart a Mascagni o Rossini, hanno scritto pagine indimenticabili ed eterne dedicate al vino, foriere di gioia e letizia, e il momento conviviale del brindisi ha assunto un ruolo chiave nel contesto operistico e nello svolgimento dell’azione scenica.

Ad esibirsi saranno: Francesca Olivieri (soprano), Antonella Pensato (pianoforte), Antonio Carretta (tromba) e Tonia D’Angelo (voce recitante).

L’evento è inserito nel progetto ‘Profumi del mondo antico’, finanziato dal GAL Daunia Rurale, PSR 2007-2013 Programma di Sviluppo Rurale della Regione Puglia, Leader Asse III Misura 321 Az.1a, e realizzato dal Comune di San Severo.

La replica permetterà a tutte le persone che avrebbero voluto partecipare al primo spettacolo e che non sono riuscite, a causa della grande affluenza di pubblico, di poter assistere al concerto.

INGRESSO GRATUITO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

Per informazioni:
tel. 0882.339611
Email: museocivicosansevero@alice.it

 

museo Castromediano lecce puglia musei

4 buoni motivi per visitare il Museo Provinciale S. Castromediano di Lecce secondo Elena

1. Il più antico museo di Puglia

Il Museo Provinciale Sigismondo Castromediano di Lecce oltre ad essere il più antico di Puglia, è potenzialmente una delle strutture museali più significative dell’Italia meridionale per la sua storia, per le dimensioni e per la ricchezza e varietà delle collezioni. Fu istituito nel 1868 su impulso della Commissione Provinciale di Terra d’Otranto presieduta da Sigismondo Castromediano, duca di Cavallino. Castromediano fu di ideali liberali, antiborbonici e mazziniani, per questo conobbe le carceri e fu costretto all’esilio. Tornato in patria, fu eletto Deputato del primo Parlamento dell’Italia unita, mentre negli ultimi anni abbandonò l’attività politica interessandosi interamente agli studi di storia e archeologia. Il Direttore Castromediano, infatti, svolse una lungimirante azione di recupero dei materiali provenienti da scavi fortuiti nel territorio salentino e pugliese in generale, impedendone la dispersione o l’alienazione, compilando l’inventario generale di tutti i reperti con accurate descrizioni, dividendoli ed esponendoli per classi di appartenenza secondo i principi del collezionismo ottocentesco.

2. Un pò di Guggenheim

Il Museo, propone un allestimento espositivo che richiama gli interni del Guggenheim di New York e dal 2011 è stato diviso in cinque sezioni, ognuna contraddistinta da un colore e da un simbolo diverso che facilitano il visitatore nell’orientarsi.

3. Cinque percorsi da non perdere

Nella sezione Preistoria nel Salento, che inizia 80.000 anni fa quando l’uomo del Paleolitico cominciò ad abitare le grotte sparse tra le scogliere, è ricostruita virtualmente la Grotta dei Cervi di Porto Badisco con le sue straordinarie pitture rupestri. Un’occasione imperdibile per mirare uno dei pezzi più importanti della storia Salentina, purtroppo non visitabile dal vivo!

Da segnalare per importanza al primo piano, il Cratere a colonnette del pittore di Leningrado con tre sileni intenti a pigiare l’uva e il Cratere con Menade danzante di estrema eleganza proveniente da Egnazia. Nella sezione del Museo Topografico, poi il materiale è disposto secondo il luogo di provenienza degli scavi (Lecce, Rudiae, Cavallino, Roca, Poggiardo, ecc.), in un’ideale passeggiata archeologica nel Salento da nord a sud e dalla costa orientale a quella occidentale, dai Micenei, ai Romani, passando per i Messapi. Si passa, quindi, nella sezione del Medioevo dove si fronteggiano il Polittico della bottega di Lorenzo Veneziano e quello attribuibile ad Alvise Vivarini, che testimoniano la committenza pugliese ad artisti veneti tra Trecento e Quattrocento e gli assidui scambi tra la nostra terra e la laguna veneta. Il percorso continua al terzo piano, nella Pinacoteca, dove nella sezione dedicata al Barocco ci imbattiamo subito in alcune opere di matrice post-caravaggesca. Al terzo piano, troviamo infine la sezione Ottocento e Novecento con opere di artisti salentini contemporanei, all’epoca incoraggiati all’arte dal Consiglio Provinciale di Terra d’Otranto attraverso borse di studio che permisero l’aggiornamento fuori dalla nostra terra e anche all’estero.

4. L’altra faccia del museo

Pochi, inoltre, sono a conoscenza del fatto che il Museo dispone di una vasta Biblioteca e dei Laboratori di Restauro all’avanguardia, dove si utilizzano le ultime tecnologie tra cui la pulitura delle superfici con il laser e la camera anossica per la disinfestazione di insetti xilofagi. Ho avuto il piacere di collaborare, in un tirocinio di due mesi, con l’equipe di restauratori capeggiata dal professore Nicola Ancona.


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Elena Carluccio nasce a Bari nel 1988. Dopo aver compiuto gli studi classici, si laurea nella Specialistica di Storia dell’Arte dell’Università del Salento. Frequenta da due anni l’umidità della laguna veneta per studiare Restauro di opere d’arte (tele, tavole, scultura lignea e dipinti murali) presso l’Istituto Veneto per i Beni Culturali di Venezia. Si interessa di arte, restauro, fotografia e cultura visiva, ma voleva fare la ballerina, l’esploratrice o il medico legale.


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museo Quoquo Puglia Musei

8 buoni motivi per visitare il Quoquo Museo del Gusto secondo Chiara

1. Un folletto variopinto

Quoquo è un variopinto folletto, padrone di casa al Museo del Gusto di San Cesario di Lecce. Varcata la soglia della sua storica dimora, vi consiglio di seguire il suo volo, vi costringerà, come prima cosa, a alzare lo sguardo e ammirare in un colpo d’occhio le volte a stella arricchite da insoliti e originali lampadari.

2. Opere d’arte da assaporare

Capirete che in questo museo non ci sono teche su cui poggiare la fronte e la punta del naso, le opere d’arte sono tutte a portata di mano, pronte per essere assaporate e gustate. Con lentezza.
Quoquo custodisce infatti beni culturali enogastronomici. Prodotti, che al pari di opere d’arte, esprimono l’identità, la memoria, la ricchezza di un luogo, nel nostro caso il Salento, che ha nella Terra la sua più grande bellezza.
Capita dunque, in questo Museo sui generis, che possiate gustare un eccellente Negroamaro inseguendo Quoquo, il folletto, che si aggira tra le opere dell’artista Giancarlo Moscara.

3. L’archeologia dei sapori

Ci sono tavoli e sedie per accomodarsi e godere di un altro meraviglioso incanto, il tempo. In un silenzio quasi irreale, dovuto agli spessi muri in pietra leccese, il Museo del Gusto è tutto da scoprire. Potrete consultare i preziosi documenti conservati nelle mnemoteche, quaderni di ricette recuperati da vecchie credenze o da antichi monasteri. Scandagliare, pagina dopo pagina, la profondità della tradizione e andare alla ricerca di sapori perduti, dimenticati. Dai racconti di Titti Pece, curatrice del Museo, avvicinarsi all’affascinante concetto di archeologia dei sapori e restauro dei beni culturali enogastronomici, allora Quoquo ci ricorda che quello non è più un luogo fisico definito, ma è uno spazio più ampio, in cui passato e futuro si annodano, la tappa di un viaggio che ci porta a scoprire un territorio ricco di cultura.

4. La condivisione di emozioni

Al Museo del Gusto c’è sempre tempo per filosofeggiare, parlare, raccontare e raccontarsi. Il gusto evoca ricordi, sensazioni, emozioni e sarà naturale volerle condividere.

5. Convivialità di qualità

La convivialità, un altro elemento che contraddistingue l’atmosfera che si respira nell’edificio di Via Sant’Elia. Nelle serate in cui i fornelli della cucina al centro della sala sono accesi, Chef d’eccellenza mettono all’opera il loro estro per garantire ai commensali un’esperienza di gusto che diventa narrazione.

6. Tante connessioni possibili

Il cibo non è mai fine a se stesso, al Museo del Gusto il cibo è musica, cinema, letteratura.
Sarà divertente scoprire le possibili connessioni tra il sapore e la scena di un film o il testo di una poesia.

 7. La Galleria d’arte

Dimenticavo. Ci sono anche delle scale, chiedete a Quoquo, vi guiderà lui. Le scale portano alla Torre di Locargian. Prendete bene le misure del vostro piede sugli scalini perché poi d’istinto vi verrà di salire guardando in alto e ignorando i vostri passi. A colpire il vostro sguardo le bellissime foto di Marcello Moscara, fotografie che hanno tutte radici in Salento e raccontano, fotogramma dopo fotogramma, la bellezza della nostra Terra, quella nascosta o quella troppo esposta a cui ormai non facciamo più caso.

8. Un viaggio alla scoperta del territorio

Dal primo passo fuori dal portone del Museo del Gusto, dopo aver assaporato con lentezza tutte le opere in esso custodite, il Salento non vi sembrerà più lo stesso. Da lì inizierà il vostro viaggio alla scoperta di un territorio che forse pensavate di conoscere e di cui ora, Quoquo, folletto del Gusto, vi ha regalato nuovi e allettanti itinerari.


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Chiara Pascali, Digital Strategist. Blogger, esperta di comunicazione online e web marketing. Laureata in Scienze della Comunicazione presso La Sapienza Università di Roma, iscritta all’Ordine dei Giornalisti Pubblicisti da Gennaio 2011. Particolare inclinazione verso la continua ricerca del nuovo e del bello. Cinema, letteratura e musica i linguaggi che preferisco per sondare la realtà che mi circonda.


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museo faggiano lecce puglia musei

2 buoni motivi per visitare il Museo Faggiano di Lecce secondo Paolo Ferrante

1. Un’esperienza mistica

Quando entrai la prima volta nel Museo Faggiano ero già molto grande. Avrei voluto vederlo da piccolo, chissà che colpo sarebbe stato per la mia immaginazione! Ciononostante, anche vedendolo in tempi recenti, entrarci per la prima volta è stata comunque una vera e propria esperienza mistica. Come penetrare nella dimensione del mistero, vedendo le storie di varie epoche stratificarsi sui muri con vecchi affreschi, nei disimpegni, nei resti dei canaletti nei pavimenti, nelle scale strette e consunte, nel pozzo che dà direttamente sul misterioso fiume Idume che scorre nel dolce buio sotterraneo urbano.

2. Un’altra prospettiva di Lecce

Un museo strutturato come una torre esoterica, o un albero metafisico che affonda le proprie radici alcuni piani sottoterra e man mano parecchi livelli più sopra si innalza verso il cielo, sulla vetta del terrazzo dalla quale è possibile ammirare un’altra prospettiva di Lecce.


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Paolo Ferrante nasce nel 1984 a Galatina (LE). Frequenta il liceo artistico V. Ciardo e poi l’Accademia di Belle Arti di Lecce. Dopo un breve periodo a Milano, ritorna nel 2012 e collabora con vari centri culturali e case editrici, per poi fondare nel 2014 l’ Idume Studio, collettivo di arte contemporanea col compito di indagare l’immaginario sotterraneo territoriale.


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museo diocesano lecce puglia musei

4 buoni motivi per visitare il Museo Diocesano di Lecce secondo Federica

1. Un percorso nella storia

In 10 anni che vivo a Lecce, ho visitato per la prima volta questo museo grazie alle Invasioni Digitali, organizzate dall’associazione culturale AMiCA. Posso dirvi che il Museo Diocesano d’Arte Sacra di Lecce non è solo un museo, è un percorso a ritroso nella storia.

Ciò che lo rende fondamentale è la testimonianza del ruolo svolto dalle istituzioni ecclesiastiche sul territorio non solo da un punto di vista sociologico e politico, ma anche culturale ed artistico.

2. Una collezione affascinante

Sono rimasta assolutamente affascinata dalla collezione: dalle opere di pittura napoletana di Oronzo Tiso alla splendida pala del Martirio di Sant’Orsola e le compagne di Paolo Finoglio.

3. L’allestimento

Ho apprezzato l’attenzione spesa nell’allestimento delle sale e nella struttura del percorso, frutto, credo, di un restyling recente. L’unica pecca, alcune luci sulle opere che, da certe angolazioni sono invisibili, ma è un difetto comune anche ad allestimenti di maggior pregio.

4. Una location mozzafiato

La location poi è davvero bellissima: il chiostro è molto suggestivo e vi consiglio di andarci in un giorno di pioggia perché la luce e l’atmosfera sono davvero particolari e se ci si scorda della porta automatica a vetri dell’ingresso, si può bene immaginare di viaggiare indietro nel tempo.


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Federica Nastasia. Classe 1985. Giornalista ed appassionata d’arte in gran parte delle sue forme.


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