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Atelier di pittura per bambini e ragazzi al MUST: aperte le iscrizioni

Atelier di pittura per bambini e ragazzi al MUST: aperte le iscrizioni

Dal 24 settembre 2016, dalle ore 10 alle 12, torna ogni sabato la scuola delle arti del MUST di Lecce con un corso di disegno e tecniche pittoriche per bambini: un vero e proprio percorso formativo, che mira a tirar fuori ed esaltare i talenti di tanti bambini e ragazzi particolarmente inclini alle arti visive.
L’atelier di pittura è una scuola, una palestra per le menti brillanti e creative che hanno una passione e desiderano coltivarla sin da giovanissimi, non solo un luogo dove si imparano e sperimentano i fondamenti di diverse discipline artistiche ma anche un club dove, soprattutto, i bambini e i ragazzi possono coltivare e condividere una passione.
Ad accompagnare i ragazzi in questi percorsi base e avanzati sarà la pittrice e docente specializzata Monica Taveri.
Il programma si sviluppa prendendo spunto da opere della storia dell’arte e dalle illustrazioni contemporanee che meglio si prestano ad esprimere le emozioni dei più piccoli attraverso forme e colori.
Si imparerà dapprima a usare diversi tipi di matite, a individuare le ombre e le luci, a sviluppare gradualmente il senso dell’osservazione e delle proporzioni. In questa fase sarà utilizzato il carboncino che è facile adoperare per suggerire le ombre anche per chi non ha dimestichezza nel disegno.
Si passerà poi a usare i colori (tempera, acquerello, acrilico, tecniche miste e collage) e le varie sfumature, prendendo spunto da repertori di immagini con soggetti adatti all’età dei partecipanti e a loro disposizione in aula, facendo così un viaggio nella storia dell’arte, da quella antica a quella contemporanea.
Saranno inoltre organizzate visite a mostre temporanee e sedute di disegno nel Museo e in botteghe d’arte, per permettere un incontro con la creazione degli artisti.
A fine corso i lavori dei partecipanti saranno esposti nel Museo in una collettiva d’arte di “giovani artisti”.
INFO:
Le lezioni sono rivolte ai bambini/ragazzi dai 6 agli 11 anni
La tariffa d’iscrizione è di 25 euro e il contributo mensile (1 mese = 4 sabati) è di 50 euro
Alcuni materiali sono a carico dell’organizzazione, altri saranno a carico del partecipante e verranno indicati di volta in volta
Per le prenotazioni e ulteriori informazioni, scrivere all’indirizzo e-mail lab@ledalaboratori.it o chiamare al numero 328. 58.42.114.

"Idee in Volo" di Riccardo Dalisi al Must

“Idee in volo” di Riccardo Dalisi al Must

Giovedì 16 giugno dalle ore 19:00 alle ore 23:00 il MUST – Museo Storico Città di Lecce in collaborazione con l’Associazione per il Disegno Industriale – ADI organizzano la mostra “Idee in volo” di Riccardo Dalisi a cura di Cintya Concari e Roberto Marcatti.

Il Museo ospiterà progetti e creazioni artistiche sull’uomo, la cultura e la realtà attraverso la ricerca, la manualità artigianale e l’utilizzo dei materiali poveri. I temi: architettura, scultura, pittura, design, materiali e altri di primaria attualità come il riciclo, la decrescita e l’eco-compatibilità.

Riccardo Dalisi è stato uno dei primi artisti italiani ad applicare il concetto di sostenibilità al “design povero” con la lavorazione di materiali comuni. Dalisi ha valorizzato socialmente la sua ricerca rendendo partecipi bambini e anziani dei quartieri poveri di Napoli.

Inoltre, in occasione della mostra “Un art pauvre” che si svolgerà dall’8 giugno al 29 agosto, presso il Centre Pompidou di Parigi, le opere di Dalisi, da poco acquisite dal Museo, saranno esposte assieme alla documentazione del suo lavoro.

Info:

la mostra rimarrà aperta al pubblico fino a dicembre 2016.

Orari di apertura: www.mustlecce.it

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Pale d'altare di Giuseppe Ciracì

PALE D’ALTARE DI GIUSEPPE CIRACì al MAP di Brindisi

PALE D’ALTARE DI GIUSEPPE CIRACì

PALE D’ALTARE è un progetto site specific del Map – Museo Mediterraneo dell’Arte Presente che presenterà, sabato 10 ottobre 2015 alle ore 19, in concomitanza con l’Undicesima Giornata del Contemporaneo, tre pitture di Giuseppe Ciracì presso l’Auditorium – Chiesa S. Michele Arcangelo delle Scuole Pie di Brindisi.

L’evento fa parte della seconda edizione di “Sull’arte contemporanea: metodologia e ricerca nei luoghi dell’Università”, rassegna dedicata alle arti visive allestita nelle sedi dell’Università del Salento ideata e organizzata dalla delegata del Rettore alla Conoscenza, Ricerca e messa in valore dei Beni Culturali Letizia Gaeta con la cura scientifica di Massimo Guastella, docente di Storia dell’arte contemporanea.

L’iniziativa è promossa dal Dipartimento di Beni Culturali, dal Laboratorio TASC (Territorio, Arti Visive e Storia dell’Arte Contemporanea) e in collaborazione con lo spin-off Cracc – Conservazione e Ricerca Arti e Culture Contemporanee.

La mostra persegue le ragioni dell’iniziativa che dà continuità alla tradizione delle opere d’arte commissionate per gli altari delle antiche chiese, declinandola nell’accezione in uso nella produzione artistica contemporanea del site specific, destinata dunque alla sede che la ospita, con cui si relaziona e interagisce, consolidando la corrispondenza tra passato e presente, proponendo una dialogo tra due differenti modi culturali.

La contaminazione reciproca, che apporta conoscenza e messa in valore tanto dell’architettura chiesastica e dei suoi arredi sacri quanto della creatività e dell’estetica d’oggi, trova conferma nelle soluzioni proposte dall’artista pugliese che afferma : “ il mio progetto site specific, indaga soprattutto sulle antiche origini del luogo, in cui sono allestite le mie tre pale d’altare. La chiesa barocca nel centro storico di Brindisi e il complesso conventuale dei padri delle Scuole Pie mi hanno suggerito una narrazione figurativa dalle forti suggestioni storiche e storico-artistiche. La missione dei padri scolopi è stata sin dal 1664 quella di educare e alfabetizzare la popolazione avviando la formazione scolastica dei più piccini per poi, un decennio dopo, istituire l’Accademia degli Erranti. Dunque ho ideato tre grandi dipinti, sino a tre metri d’altezza, che parlano, raccontano, mettono in rapporto quella sede dell’istruzione e anche le sue sei e settecentesche pitture dal fondo pedagogico e l’attuale sistema scolastico nel quale opero quotidianamente”.

Seguendo le sue cifre stilistiche risolutamente figurative in una flessione concettuale, espresse con i mezzi prediletti, mélange di disegno e pittura e inserti cartacei, Ciracì fornisce elementi e segni collegati a momenti del mondo della scuola e lo fa senza sottintesi con le due pitture degli altari laterali “Ottantasei volte scuola”, su cui lascia le sue impronte digitali e ottantasei fogli disegnati dai suoi piccoli alunni, e “L’Assenza”, che ritrae un dettaglio della didattica musicale non senza riferimenti alle raffigurazioni da secoli collocate nelle cornici mistilinee della chiesa.

La pala centrale come nella ideazione progettuale di Massimo Guastella è un omaggio alla chiesa, alla sua storia cultuale e artistica e alla dedicazione dell’altare maggiore, per una più stretta connessione tra contemporaneo e storia dell’arte con “Un’idea per l’arcangelo Michele”.

L’inaugurazione delle tre pitture costituisce il terzo evento dopo la presentazone delle pale d’altare per il Map di Fulvio Tornese prima e Cosimo Epicoco dopo, collocate tra le cornici barocche della chiesa di San Michele Arcangelo delle Scuole Pie, ora sede espositiva per il contemporaneo, MAP – Museo Mediterraneo dell’Arte Presente.

Oltre al depliant che accompagna la mostra, per l’occasione sarà edito un catalogo con testi di Massimo Guastella, Letizia Gaeta, Lucio Galante, Martina Cavallarin, Luisa Gagliardi, Antonella Gallone, per la collana Percorsi d’Arte e Storia dell’Arte, di Locorotondo Editore.

La mostra rimarrà aperta dal lunedì al sabato dalle 18,00 alle 20,00 e solo su richiesta per appuntamento in orari da concordare fino 4 febbraio 2016.

Per info 3402767898 / 3382618983
Ingresso libero/donation

 

Mostra Ezechiele Leandro

“Ezechiele Leandro. I denti del leone” al MUST di Lecce fino al 22 febbraio

“Ezechiele Leandro. I denti del leone”

Visitabile fino al 22 Febbraio 2015 presso il MUST la mostra Ezechiele Leandro. I denti del leone curata da Toti Carpentieri con il sostegno del Comune di Lecce e il Comune di San Cesario. La mostra è organizzata nell’ambito di MUSTINART – Generazioni a confronto il format arrivato alla sua terza edizione che intende valorizzare l’identità culturale del Salento e attraverso un’attenzione all’arte contemporanea, conferire riconoscimento alle ‘eccellenze’ indigene e stimolare il sorgere di nuovi talenti tra i giovani.

A quasi centodieci anni dalla nascita dell’artista salentino, si vuole confermare il suo status di artista totale, con quel suo muoversi dalla ricca e particolare produzione pittorica alla scultura anche ambientale (l’assoluta unicità del “Santuario della Pazienza”, finalmente vincolato dal Ministero dei Beni Culturali”) alla letterarietà dei tanti suoi scritti (i denti del titolo della mostra sono, appunto, questi tre aspetti espressivi), tra significati pedagogici, etici e simbolici, oltre estetici.

 

Luogo: Museo storico della città – MUST, via degli Ammirati, 73100 Lecce

Info: +39. 0832.24.10.67

Tutti i giorni (lunedì escluso) mattina: 10,00 – 13.00; pomeriggio: 15.00-19.00

Corso base di pittura per bambini 8/14 anni al Must

Corso base di pittura per bambini 8/14 anni al Must

LedA promuove la Scuola delle arti con un Corso base di pittura per bambini e ragazzi dagli 8 ai 14 anni! Dove? al Must – Museo Storico della città di Lecce, naturalmente!

Il percorso formativo, tenuto da Monica Taveri, mira ad esaltare attraverso le arti visive, il talento di tanti bambini e ragazzi che saranno accompagnati per l’occasione da docenti specializzati e arts tutors!

Il programma si sviluppa prendendo spunto da opere della storia dell’arte che meglio si prestano ad esprimere le emozioni dei piu’ piccoli attraverso forme e colori.

I bambini impareranno dapprima ad usare diversi tipi di matite, a individuare le ombre e le luci, sviluppare gradualmente il senso dell’osservazione e delle proporzioni. In questa fase useranno il carboncino che e’ facile adoperare per suggerire le ombre anche per chi non ha dimestichezza nel disegno.

Si passera’ poi ad usare i colori (tempera, acquerello, acrilico, tecniche miste e collage) e le varie sfumature, prendendo spunto da repertori di immagini con soggetti adatti alla loro eta’ e a loro disposizione in aula.

Saranno inoltre organizzate visite di mostre temporanee e sedute di disegno nel museo e nelle botteghe di artisti per permettere un incontro con la creazione degli artisti. A fine corso i lavori dei partecipanti saranno esposti in Museo in una collettiva d’arte di “giovani artisti”.

Dove: MUST- via Degli Ammirati, 11
Chi: Laboratori LedA- insegnate Monica Taveri
A chi e’ rivolto: bambini/ragazzi 8-14 anni
Quando: dal 17 febbraio 2015, 10 incontri, ogni martedi’ e venerdi’, dalle 18 alle 19.30
Quanto: 90 euro
Info e prenotazioni: info@ledalaboratori.it; 393.84.38.170; 320.96.54.542

museo Castromediano lecce puglia musei

4 buoni motivi per visitare il Museo Provinciale S. Castromediano di Lecce secondo Elena

1. Il più antico museo di Puglia

Il Museo Provinciale Sigismondo Castromediano di Lecce oltre ad essere il più antico di Puglia, è potenzialmente una delle strutture museali più significative dell’Italia meridionale per la sua storia, per le dimensioni e per la ricchezza e varietà delle collezioni. Fu istituito nel 1868 su impulso della Commissione Provinciale di Terra d’Otranto presieduta da Sigismondo Castromediano, duca di Cavallino. Castromediano fu di ideali liberali, antiborbonici e mazziniani, per questo conobbe le carceri e fu costretto all’esilio. Tornato in patria, fu eletto Deputato del primo Parlamento dell’Italia unita, mentre negli ultimi anni abbandonò l’attività politica interessandosi interamente agli studi di storia e archeologia. Il Direttore Castromediano, infatti, svolse una lungimirante azione di recupero dei materiali provenienti da scavi fortuiti nel territorio salentino e pugliese in generale, impedendone la dispersione o l’alienazione, compilando l’inventario generale di tutti i reperti con accurate descrizioni, dividendoli ed esponendoli per classi di appartenenza secondo i principi del collezionismo ottocentesco.

2. Un pò di Guggenheim

Il Museo, propone un allestimento espositivo che richiama gli interni del Guggenheim di New York e dal 2011 è stato diviso in cinque sezioni, ognuna contraddistinta da un colore e da un simbolo diverso che facilitano il visitatore nell’orientarsi.

3. Cinque percorsi da non perdere

Nella sezione Preistoria nel Salento, che inizia 80.000 anni fa quando l’uomo del Paleolitico cominciò ad abitare le grotte sparse tra le scogliere, è ricostruita virtualmente la Grotta dei Cervi di Porto Badisco con le sue straordinarie pitture rupestri. Un’occasione imperdibile per mirare uno dei pezzi più importanti della storia Salentina, purtroppo non visitabile dal vivo!

Da segnalare per importanza al primo piano, il Cratere a colonnette del pittore di Leningrado con tre sileni intenti a pigiare l’uva e il Cratere con Menade danzante di estrema eleganza proveniente da Egnazia. Nella sezione del Museo Topografico, poi il materiale è disposto secondo il luogo di provenienza degli scavi (Lecce, Rudiae, Cavallino, Roca, Poggiardo, ecc.), in un’ideale passeggiata archeologica nel Salento da nord a sud e dalla costa orientale a quella occidentale, dai Micenei, ai Romani, passando per i Messapi. Si passa, quindi, nella sezione del Medioevo dove si fronteggiano il Polittico della bottega di Lorenzo Veneziano e quello attribuibile ad Alvise Vivarini, che testimoniano la committenza pugliese ad artisti veneti tra Trecento e Quattrocento e gli assidui scambi tra la nostra terra e la laguna veneta. Il percorso continua al terzo piano, nella Pinacoteca, dove nella sezione dedicata al Barocco ci imbattiamo subito in alcune opere di matrice post-caravaggesca. Al terzo piano, troviamo infine la sezione Ottocento e Novecento con opere di artisti salentini contemporanei, all’epoca incoraggiati all’arte dal Consiglio Provinciale di Terra d’Otranto attraverso borse di studio che permisero l’aggiornamento fuori dalla nostra terra e anche all’estero.

4. L’altra faccia del museo

Pochi, inoltre, sono a conoscenza del fatto che il Museo dispone di una vasta Biblioteca e dei Laboratori di Restauro all’avanguardia, dove si utilizzano le ultime tecnologie tra cui la pulitura delle superfici con il laser e la camera anossica per la disinfestazione di insetti xilofagi. Ho avuto il piacere di collaborare, in un tirocinio di due mesi, con l’equipe di restauratori capeggiata dal professore Nicola Ancona.


elena_carluccio

Elena Carluccio nasce a Bari nel 1988. Dopo aver compiuto gli studi classici, si laurea nella Specialistica di Storia dell’Arte dell’Università del Salento. Frequenta da due anni l’umidità della laguna veneta per studiare Restauro di opere d’arte (tele, tavole, scultura lignea e dipinti murali) presso l’Istituto Veneto per i Beni Culturali di Venezia. Si interessa di arte, restauro, fotografia e cultura visiva, ma voleva fare la ballerina, l’esploratrice o il medico legale.


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museo diocesano lecce puglia musei

4 buoni motivi per visitare il Museo Diocesano di Lecce secondo Federica

1. Un percorso nella storia

In 10 anni che vivo a Lecce, ho visitato per la prima volta questo museo grazie alle Invasioni Digitali, organizzate dall’associazione culturale AMiCA. Posso dirvi che il Museo Diocesano d’Arte Sacra di Lecce non è solo un museo, è un percorso a ritroso nella storia.

Ciò che lo rende fondamentale è la testimonianza del ruolo svolto dalle istituzioni ecclesiastiche sul territorio non solo da un punto di vista sociologico e politico, ma anche culturale ed artistico.

2. Una collezione affascinante

Sono rimasta assolutamente affascinata dalla collezione: dalle opere di pittura napoletana di Oronzo Tiso alla splendida pala del Martirio di Sant’Orsola e le compagne di Paolo Finoglio.

3. L’allestimento

Ho apprezzato l’attenzione spesa nell’allestimento delle sale e nella struttura del percorso, frutto, credo, di un restyling recente. L’unica pecca, alcune luci sulle opere che, da certe angolazioni sono invisibili, ma è un difetto comune anche ad allestimenti di maggior pregio.

4. Una location mozzafiato

La location poi è davvero bellissima: il chiostro è molto suggestivo e vi consiglio di andarci in un giorno di pioggia perché la luce e l’atmosfera sono davvero particolari e se ci si scorda della porta automatica a vetri dell’ingresso, si può bene immaginare di viaggiare indietro nel tempo.


federica_nastasia

Federica Nastasia. Classe 1985. Giornalista ed appassionata d’arte in gran parte delle sue forme.


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museo Cavoti galatina puglia musei

4 buoni motivi per visitare il Museo Civico P. Cavoti secondo Barbara

1. Uno scapigliato

Il Museo Civico Cavoti non lo conoscevo, ci sono arrivata grazie a MuseoWebLab e al contest “Tipi da museo” ed è stata una bella scoperta. Al suo interno si ha la possibilità di avvicinare la storia di tre personaggi che, in modo diverso, hanno dato lustro alla città di Galatina. Si tratta di Pietro Cavoti, un artista poliedrico che ha dedicato gran parte della sua vita allo studio della Basilica di Santa Caterina che, oggi, attrae numerosi pellegrini e turisti. La versatilità di questo personaggio passa per le numerose caricature prodotte, i taccuini di viaggio pieni di dettagli e schizzi minuziosi, risultato del suo continuo peregrinare. Cavoti resta nelle memorie dei galatinesi come un artista un po’ strano, uno “scapigliato”, a tratti trasandato, di lui si conservano nel museo una valigia, un ombrello e un cappello. Basta questo per immaginarselo con un mantello nero che lo rende quasi iconico, irreale, sfuggente.

2. Un visionario e un sindacalista

Altri due personaggi sono prova del fitto fermento culturale che animava Galatina: lo scultore Gaetano Martinez e il sindacalista Carlo Mauro. A Martinez la città di Galatina deve la scultura posta al centro della fontana monumentale, nota ai locali come “La Pupa”, e molti altri lavori tra cui “Caino”. Dinanzi a quegli occhi sgranati, un tumultuo percuote il petto e sembra quasi di percepire il terrore di Caino dopo l’atto estremo: aver ucciso il fratello Abele.
Non conoscevo la storia di Carlo Mauro, delle lotte portate avanti in nome dei diritti contadini. È stata una fortuna essermi trovata lì e aver appreso tante cose in un giorno, tutte provenienti dalla storia del mio territorio, il Salento. Mi hanno colpito le piccole e grandi conquiste contadine che Carlo Mauro contribuì a raggiungere: il passaggio da “lu capucciu” a “lu panaru” o il primo contratto di lavoro.

3. Cose che non ti aspetti

Il museo, oltre a una ricchissima collezione di taccuini di viaggio e documenti riferibili a Cavoti, ha una sala detta informalmente “degli uccelli” dove sculture in legno permettono di conoscere specie di uccelli che, diversamente, resterebbero ignote. Una sala, questa, che riscuote consensi e non, c’è chi ne è attratto e chi ha paura di entrarvi.
Poi c’è la sala dedicata alla pizzica, qui alcuni quadri ripercorrono scene salienti del “morso” e i suoi effetti.

4. Scottanti verità

Questo museo mi ha svelato parte della mia storia e quella di un territorio, il Salento, facendomi ravvedere su una scottante verità: sappiamo poco o nulla sulle persone che hanno contribuito a migliorare il posto in cui viviamo, con l’arte e le battaglie. Quanti musei del nostro territorio conosciamo, quanti ne abbiamo visitati?
Poi c’è un punto importante: il Museo Cavoti di Galatina dovrebbe promuoversi meglio, forse. La colpa è sempre divisa al 50%: io ho sì trascurato di andare a visitare il museo, fino a ieri, quest’ultimo, probabilmente, non ha fatto abbastanza per comunicarsi, per tutte le “chicche” che conserva al suo interno.


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Barbara Vaglio. Mi piace scrivere e un giorno mi piacerebbe che il mio lavoro sia proprio questo, scrivere. Per farlo bene benissimo ho ancora tanto da leggere, imparare e migliorare. Per il momento sono web content editor, redattrice freelance, mi occupo di guest blogging e digital pr. Mi do da fare per quello che posso. Adoro andare in bici e, in sella, ho l’impressione di avere le idee più chiare e più buone. (Ph. Filomena Massaro)


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