un discobolo

Un discobolo sul comodino

Un discobolo sul comodino

Siamo stati al Must di Lecce per il workshop su Stampa 3D applicata ai beni culturali, organizzato da #Fablablecce all’interno delle attività del SAC Terre di Lupiae. Dopo i saluti istituzionali ad una sala insolitamente gremita, Cristian Maci ha dato avvio ai lavori introducendoci nell’interessantissimo e variegato mondo dei #fablab e delle nuove tecnologie per la riproduzione 3d. Evocando il teletrasporto di startrekiana memoria, Cristian ha illustrato efficacemente il processo che porta da un oggetto reale alla corrispondente riproduzione 3D passando attraverso il mondo virtuale. Grazie ad alcuni software opensource di acquisizione e modellazione è infatti possibile trasformare la materia in BIT che ritornano ad essere tangibili con il meticoloso lavorìo della stampante 3d. Attualmente alcune piattaforme forniscono modelli di oggetti già scansionati pronti per la stampa. Tra queste anche www.myminifactory.com che nella sezione Scan the world permette di scaricare e stampare modelli 3d di statue e reperti provenienti da vari musei del mondo, dal Discobolo di Mirone alla Stele di Rosetta del British Museum. Con grande sorpresa, tra i musei aderenti vi è anche il nostro Museo Archeologico di Taranto.

Durante la seconda parte del workshop, abbiamo conosciuto più da vicino alcune realtà attive in provincia di Lecce:

Digital Art Factory #DAF che dal 2014 si occupa di Computer Grafica sia in 2D che in 3D.

Città tra le mani che dal 2013 promuove l’accessibilità culturale anche attraverso la modellazione e stampa in 3D di monumenti storico/artistici o reperti museali.

Mina – Museum Inclusive Access, che da 2014 lavora per aiutare i disabili della vista a vivere con maggiore autonomia l’esperienza di visita a musei e monumenti.

Il workshop è stato utilissimo a comprendere le potenzialità della ricostruzione 3D nella fruizione e nella valorizzazione del patrimonio culturale. In particolare ci ha permesso di conoscere nuove modalità di utilizzo non esclusivamente legate all’accessibilità, sfatando in tal modo un luogo comune che ruota intorno a tale tecnologia.

 

 

 

 

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