VISIONI D’ARTE

VISIONI D’ARTE – al Must di Lecce

VISIONI D’ARTE

Sguardo alla Nuova Figurazione Italiana attraverso opere di collezioni private a cura di Carmelo Cipriani

Inaugurazione: giovedì 1 giugno 2017 ore 18.30

Apertura al pubblico: 2-11 giugno 2017

MUST – Museo Storico della Città di Lecce in Via degli Ammirati 11.

Dall’1 all’11 giugno il MUST – Museo Storico della Città di Lecce ospita la mostraVisioni d’Arte. Sguardo alla Nuova Figurazione Italiana attraverso opere di collezioni private, curata da Carmelo Cipriani, promossa dal Comune di Lecce, nell’ambito della rassegna estiva “Summer Must”, in collaborazione con l’Associazione Culturale “De la da mar. Centro Studi sulle Arti Pugliesi” di Lecce e la Delegazione di Lecce del FAI – Fondo Ambiente Italiano.

La mostra raccoglie trenta dipinti di alcuni dei maggiori artisti italiani contemporanei, tutte provenienti da collezioni private italiane. Gli artisti presenti saranno: Agostino Arrivabene, Aldo Damioli, Giovanni La Cognata, Giovanni Frangi, Luca Pignatelli, Alessandro Papetti, Marco Petrus, Mauro Reggio, Bernardo Siciliano, Velasco Vitali. Opere ed artisti sono stati selezionati in quanto rappresentativi della figurazione praticata in Italia a partire dagli anni Novanta.

Come scrive Carmelo Cipriani: “La mostra si rivolge ad un preciso decennio, gli anni Novanta, in cui il perpetrarsi della figurazione appare quasi una necessaria continuazione del suo riproporsi nel decennio precedente, seppur con forme e modalità estremamente differenti. Mentre gli anni Ottanta appaiono caratterizzati da un fare pittorico espressionistico, con figure esasperate nelle pose e nelle fisionomie, dolenti o vitalistiche, gli anni Novanta si presentano ermetici, a tratti tenebrosi, connotati da atmosfere neometafisiche e neosurrealiste, rese più raffinate dai ricercati riferimenti alla classicità e dall’adamantino racconto di geografie urbane. Uno sguardo in profondità condotto attraverso opere di collezioni private italiane, che nell’unitarietà della visione restituiscono l’immagine di un decennio problematico, difforme negli esiti ma armonico nella sostanza, sospeso tra passato e futuro, tra localismi e globalizzazione, tra rifugi memoriali e ansia di ricerca. A raccontarlo dieci artisti scelti per rappresentatività di ricerca, in cui il ritorno allo studio è gesto di rottura e tracciato ossimorico, un modo per essere controcorrente nella tradizione. Nel percorso le opere formano un continuo gioco di equilibri e significati, intrecciando momenti di vita privata e scenari di pubblica condivisione. Proposte polimorfe, emblematiche di un periodo circoscritto e definito da caratteri propri, le opere in mostra compongono un catalogo eterogeneo di interventi figurativi di rara bellezza. La pittura vi appare know-how identitario, tradizione culturale e sapienza manuale, mentre la contiguità tra antico e moderno è assunta a dichiarazione di metodo e di critica ad indicare un continuum culturale ed epistemologico”.

 

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